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coreografie: diego ciavatti - regia elettronica e musiche: giacomo coletta

 


 

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Computerized interactive system working through environmental sensors

Eventi elettronici e musiche

giacomo coletta

Performances

2013

 


 

Cosmo Discreto

Eventi elettronici e musiche: 

Giacomo Coletta

Alea per radiofrequenze  e live electronics

             Cosmo Discreto si propone come un lavoro di Land Art fondato su un'idea più ampia di Ambiente che mira ad includere, per mezzo delle tecnologie, anche la Volta Celeste. Per fare ciò occorre agire con discrezione, "Conoscere Discretamente", senza alterare in modo irreversibile ciò che il Demiurgo ha creato. Cosmo inteso ovviamente come universo e Discreto quindi come lo sguardo intimo dell’osservatore. Discreto anche come contrapposto ad analogico per l’uso delle tecnologie digitali: CCD, computer, visori, reflex.

                                                 Cosmo Discreto è una interazione tra uomo, ambiente, immagini in 3D, musiche e tecnologie. Il lavoro è presentato in una sorta di Quadreria Cosmica in cui i capolavori eterni dell'Ambiente sono esposti semplicemente con l'artifizio di una cornice.

 

                Musica Stellare e’ basata sulla conversione in suono delle onde di natura elettromagnetica che riceviamo dalle stelle e dalle galassie, una tecnica speciale di Astronomia Acustica. I dati raccolti da un radiotelescopio vengono “tradotti” in tracciati radio e diagrammi. 

                                           La frequenza viene espressa in cicli al secondo, cioè nel numero di volte che la vibrazione va e viene in un secondo, e questa unità di misura viene chiamata Hertz. Un ciclo al secondo corrisponde a 1 Hertz, cento cicli al secondo corrispondono a 100 Hertz e così via. Un suono forte ha ovviamente un’intensità maggiore di un suono delicato, il LA secondo cui accordiamo gli strumenti dell’orchestra vibra a 440 cicli al secondo, cioè 440 Hertz, mentre la voce umana, il nostro strumento naturale, copre una gamma di vibrazioni tra i 27 e i 4.186 Hertz. In astronomia, le onde radio provenienti dallo spazio vengono interpretate allo stesso modo, secondo intensità e frequenza , per esempio si ha una frequenza di 1420 megahertz per l’ idrogeno, mentre per le galassie si parla di frequenze da 1 miliardo a 1.000 miliardi di Hertz, molto al di là dello spettro acustico dei suoni che può  percepire l’uomo, che va dai 20 a 20.000 Hertz.  La conversione dell’intensità e della frequenza di onde radio in un segnale udibile è stata possibile grazie all’uso di programmi di sintesi ed elaborazione sonora .

                                          Questi suoni hanno attraversato lo spazio per 180 milioni di anni-luce, il che significa che hanno attraversato il tempo per 180 milioni di anni. Questa stupefacente sinfonia viene trasmessa da quella che sulla Terra era l’Era Giurassica, eoni prima che il primo essere umano camminasse eretto.

     

                                Le radiazioni elettromagnetiche sono alla base della luce e dei colori che vediamo tutti i giorni.  Ma qual è la differenza tra un blu cupo e uno scintillante arancione?   

                                                     Un’onda è caratterizzata dalla frequenza, ovvero la velocità di oscillazione, e dalla cosiddetta lunghezza d’onda (sono inversamente proporzionali). I colori sono perciò distinti tra loro dal differenziarsi di queste due caratteristiche. Il rosso è il colore con la maggior lunghezza d’onda e minor frequenza che possiamo vedere; man mano che la frequenza si innalza si osservano il blu, il verde, il giallo e infine il rosso. Questi colori e le loro sfumature intermedie costituiscono ciò che viene chiamato spettro visibile, ovvero la piccola porzione di radiazioni elettromagnetiche percepibili dall’occhio umano. Se ciò che vediamo è solo una piccola parte dell’intero disegno, cosa c’è oltre? 

                                                        Con adeguati mezzi è possibile rilevare un’ampia gamma di radiazioni, con frequenza minore o maggiore rispetto al visibile.  Tutti i corpi irradiano onde luminose, perfino quelli che si trovano nelle profondità dello spazio. Anzi! Questi ultimi sono la maggiore fonte di onde molto energetiche come i raggi gamma.  Le onde più lunghe sono le onde radio, emesse da particolari galassie dette radiogalassie, troviamo poi le microonde e gli infrarossi, così chiamati proprio perché con una frequenza minore di quella del rosso. Questa parte dello spettro è attualmente osservata dal telescopio spaziale Spitzer. Troviamo poi lo spettro visibile e gli ultravioletti, quei famosi raggi emessi dal sole da cui l’ozono dovrebbe proteggerci. I raggi X sono invece scrutati dal telescopio Chandra, anch’esso in orbita. La parte dello spettro con la frequenza maggiore è quella dominata dai cosiddetti raggi gamma, rilevabili solo come brevi scintille nello spazio (dette lampi gamma), la cui presenza è stata confermata solo con satelliti alquanto particolari. Non si conosce con precisione la provenienza di queste scintille, ma si imputa la loro creazione a buchi neri e supernove, i fenomeni più violenti che avvengono nello spazio. 

                                                      Con particolari filtri si possono eliminare determinate sezioni dello spettro visibile al fine di escludere le fonti di inquinamento luminoso, di aumentare il contrasto, ma, soprattutto, per evidenziare particolari elementi chimici negli oggetti cosmici. Questo è possibile tagliando fuori tutta la luce tranne la particolare riga dello spettro che rappresenta quell’elemento (i più utilizzati sono l’ossigeno, lo zolfo, l’idrogeno, l’azoto).  L’occhio è concepito per utilizzare l’intero spettro visibile, quindi non è possibile osservare il cielo attraverso una troppo piccola parte di esso, a meno che non si utilizzi uno strumento capace di assorbire molta luce, come una reflex o una camera CCD astronomica e computer.

 

 


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