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Home page  astronomica a cura di Jacopo Coletta


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COLORI DEL COSMO

            Le radiazioni elettromagnetiche sono alla base della luce e dei colori che vediamo tutti i giorni.  Ma qual è la differenza tra un blu cupo e uno scintillante arancione? Un’onda è caratterizzata dalla frequenza, ovvero la velocità di oscillazione, e dalla cosiddetta lunghezza d’onda (sono inversamente proporzionali). I colori sono perciò distinti tra loro dal differenziarsi di queste due caratteristiche. Il rosso è il colore con la maggior lunghezza d’onda e minor frequenza che possiamo vedere; man mano che la frequenza si innalza si osservano il blu, il verde, il giallo e infine il rosso. Questi colori e le loro sfumature intermedie costituiscono ciò che viene chiamato spettro visibile, ovvero la piccola porzione di radiazioni elettromagnetiche percepibili dall’occhio umano. Se ciò che vediamo è solo una piccola parte dell’intero disegno, cosa c’è oltre?  Con adeguati mezzi è possibile rilevare un’ampia gamma di radiazioni, con frequenza minore o maggiore rispetto al visibile.  Tutti i corpi irradiano onde luminose, perfino quelli che si trovano nelle profondità dello spazio. Anzi! Questi ultimi sono la maggiore fonte di onde molto energetiche come i raggi gamma.  Le onde più lunghe sono le onde radio, emesse da particolari galassie dette radiogalassie, troviamo poi le microonde e gli infrarossi, così chiamati proprio perché con una frequenza minore di quella del rosso. Questa parte dello spettro è attualmente osservata dal telescopio spaziale Spitzer e dal più moderno Herschel. Troviamo poi lo spettro visibile e gli ultravioletti, quei famosi raggi emessi dal sole da cui l’ozono dovrebbe proteggerci. I raggi X sono invece scrutati dal telescopio Chandra, anch’esso in orbita. La parte dello spettro con la frequenza maggiore è quella dominata dai cosiddetti raggi gamma, rilevabili solo come brevi scintille nello spazio (dette lampi gamma), la cui presenza è stata confermata solo con satelliti alquanto particolari. Non si conosce con precisione la provenienza di questi lampi, ma si imputa la loro emissione a buchi neri e supernove, i fenomeni più violenti che avvengono nello spazio.  Con mezzi accessibili a tutti gli amatori del cielo è possibile fare interessanti esperimenti.  Con particolari filtri si possono eliminare determinate sezioni dello spettro visibile al fine di escludere le fonti di inquinamento luminoso, di aumentare il contrasto, ma, soprattutto, per evidenziare particolari elementi chimici negli oggetti cosmici. Questo è possibile tagliando fuori tutta la luce tranne la particolare riga dello spettro che rappresenta quell’elemento (i più utilizzati sono l’ossigeno, lo zolfo, l’idrogeno, l’azoto).  L’occhio è concepito per utilizzare l’intero spettro visibile, quindi non è possibile osservare il cielo attraverso una troppo piccola parte di esso, a meno che non si utilizzi uno strumento capace di assorbire molta luce, come una reflex, magari modificata  o una camera CCD astronomica.

Idrogeno Hα nm 656,3 (Rosso)   -  Sodio D nm 589,5 (Giallo)   -   Calcio K nm 393,4 (Blu)  - Zolfo SII (Giallo) - Ossigeno OIII (Verde) - Ultavioletto nm 320/380 (Viola) -  Infrarosso (Rosso) - Metano nm 889 (b/n)

Fotografie - Giacomo Coletta - Jacopo Coletta


Galassia di Andromeda

 

Canon 50 D  con teleobiettivo Sigma 300 f. 3,3
Montatura NEQ6 Pro
Somma di  pose per 120 min in remoto con dark Canon - ISO 1600 - Temp. 20° Umidità 69%
Elaborazione  Astroart
Agosto 2010
Monti Cimini 780 slm


Nebulose Nord America e Pellicano

Canon 5D modificata Baader con teleobiettivo Sigma 300 f. 2,8
Montatura NEQ6 Pro
Somma di  pose per 120 min in remoto con dark Canon - ISO 1600 - Temp. 19° Umidità 77%
Elaborazione  Astroart
Luglio 2010
Monti Cimini 780 slm


Nebulosa di Orione

                    

Canon 450D con teleobiettivo Tamron 300 f. 2,8 acromatico
Montatura NEQ6 Pro
Somma di  pose per 30 min  - ISO 800 - Temp. -5° Umidità 47%
Elaborazione  Astroart
Gennaio 2010
Monti Cimini 780 slm

Celestron C8 - F.5,9 - HEQ5 Pro
Canon 450 D
Unica posa: 8 min  ISO 1600 - Temp. -2° Umidità 70%
IP Astroart
Gennaio 2009
Monti Cimini 780 slm


Regione del sagittario - Trifida e Laguna

Canon 5D modificata Baader con teleobiettivo Sigma 300 f. 3,5
Montatura NEQ6 Pro
Somma di  pose per 60 min in remoto con dark Canon - ISO 800 - Temp. 21° Umidità 67%
Elaborazione  Astroart
Luglio 2010
Monti Cimini 780 slm


Fenomeni solari

Fotosfera  - Cromosfera  - Macchie - Granulazione - Filamenti - Facole  - Brillamenti - Spicole - Protuberanze

     

     

C8 f.40 con  filtro DayStar Hα 0,5Å - Coronado Hα 1Å  - Vixen f.10 con prisma di Herschel, filtro al sodio e al calcio
Canon 5D Mark II Zoom 8-24  - CMOS MagZero - CCD Sbig - Zoom 5/8  8/24 -  NEQ6 Pro
Pose: 1/30, 1/8, 1/4 sec. - ISO 200-800  -  Somma 165/280 frame -  Temp. 23° - Umidità 34%

IP Astroart
Marzo - Maggio 2010
Monti Cimini 780 slm


Regioni  lunari

     

Celestron C8 - NEQ6 Pro
MagZero 5m  afocale 5 mm - Filtro skyglow Baader
Somma 465/3800 frame -  Temp. -3° - Umidità 54%
Elaborazione Registax - Astroart
Dicembre 2009
Monti Cimini 780 slm

Celestron C8 - HEQ5 Pro
Canon 450 D - Teleobiettivo zoom 75/300
Posa a cavalletto: 1/15 30 sec.- ISO 200/400 - Temp. 16° - Umidità 62%
Luglio  2009
Monti Cimini 780 slm


Cometa Lulin

Paolo Candy


Velo - Resti di supernova

Canon 45D0 con teleobiettivo Sigma 200 f. 2,8
Montatura NEQ6 Pro
Somma di  pose per 120 min in remoto  - ISO 1600 - Temp. 20° Umidità 57%
Elaborazione  Astroart
Agosto 2009
Monti Cimini 780 slm


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