Inter hominem et machinam.
Qualsiasi
linguaggio altro non è che espressione
del pensiero. In un epoca in cui, anche
lo si volesse, è impossibile, o almeno difficile, non essere
contaminati dal fascino del "VillaggioGlobale",
l'arte non può sottrarsi a tale considerazione.
In un'era che potremmo definire al silicio il
rapporto tra l'uomo e la macchina, che spesso viaggia via etere, ci porta
ad una serie di riflessioni.
Attualmente l'espressione artistica, se si escludono forme restauratrici,
la potremmo affidare a due itinerari di pensiero: una comunicazione
aperta, svincolata da tempi e spazi,
che si concretizza nella madre di tutte le reti: internet,
tipologia di pensiero che incarna una sorta di macrocosmotelematico;
oppure una esplorazione intima
che nella tecnologia della realtà virtuale fa risiedere possibilità
espressive inusitate, cioè la nascita di un nuovo microcosmo
tecnologico.
Il laboratorioEURISKO,
dal 1990, divenendo associazione nel 1994, studia e sperimenta l'interazione
del codice nei
vari linguaggi come elemento generativo di qualsiasi forma di espressione
artistica. Il mezzo primario che abbiamo voluto utilizzare è il
calcolatore,
inteso come il mezzo più adatto a restituire forme di libertà
all'artista nella generazione dell'opera d'arte, capace di adattarsi alle
forme di pensiero svincolandosi molto dallo spazio e dal tempo e in parte,
dalle tecniche, potendo quindi l'artista padroneggiare il codice il più
possibile alla ricerca dell'unicum,
generatrice dell'Opera Totale.
L'idea
parte da lontano.
Shambhala
all'inizio è un lavoro il quale intende utilizzare in maniera funzionale
linguaggi apparentemente diversi tra loro: un testo, la musica, la recitazione,
la danza e le tecnologie contemporanee. Una
sinergia di mezzi per esprimere pensieri.
Da una
serie di modifiche e soluzioni
per ottimizzare questo lavoro scaturiscono alcune versioni che però
man mano vivono di luce propria.
Ad un certo punto l'idea comincia a farsi strada.
Metafora di
un Viaggio è costituita da materiali
di quattro lavori interattivi tra loro che possono essere
utilizzati su cd-rom oppure come una sorta di copione
multimediale in
performances dal vivo atte a ricercare un unicum estetico tra linguaggi.
Oggi la potremmo definire "Opera Totale Aperta" dato che è intesa generata
da un "codice", un'idea, una forma di pensiero che nel tempo si è
ramificata nella struttura iniziale e continuerà
a farlo.
Campo
di Possibilità inizialmente
è una scenografia di Shambhala che è diventata in seguito
una performances. Il performer si muove all'interno di, appunto, un "Campo
di Possibilità" cioè una struttura
computerizzata interattiva di sensori, che genera/stimola eventi
grafici, musicali, mimici. Tale struttura è continuamente aperta
dato che si basa su di un calcolatore che lavora su sistemi
caotici e origina eventi non lineari e non prevedibili rappresentabili
anche via rete in luoghi simultaneamente diversi
oppure in spazi vicini ma diversi nel materiale e nella forma.
giacomo coletta (laboratorioEURISKO
1994)